CBD (Cannabidiolo)

Quattro cose che tutti noi dovremmo sapere sul cannabidiolo o CBD

L’attenzione si è spostata, negli ultimi anni, dal THC, cioè la componente psicoattiva della cannabis, ad un’altra componente, il CBD o cannabidiolo.

Il CBD sembrerebbe essere privo di effetti collaterali per chi ne fa uso, ed è per questo legale, al contrario del THC. Studi hanno, inoltre, dimostrato maggiori effetti terapeutici del CBD.

Scopriamo meglio questo componente della cannabis.

Cos'è il CBD e differenze con il THC

Il CBD è un fitocannabinoide che ritroviamo nella pianta di canapa e da cui si ricava olio di cannabis o olio di cbd. Fu scoperto nel 1940 e oggi, grazie a numerosi studi sulle sue proprietà, è diventato il cannabinoide più apprezzato e conosciuto. Sia il CDB che il THC sono sostanze presenti nella cannabis. Il CBD viene ricavato dalla pianta di canapa industriale ed è una componente legale e consentita in Europa. A differenza del THC, non produce effetti psicoattivi. Il THC è, inoltre, ottenuto da specie di canapa non consentite in UE. Essendo due sostanze differenti della stessa pianta, vanno a legarsi a recettori diversi nel corpo, detti recettori endocannabinoidi.

Il sistema endocannabinoide può essere definito come il sistema di comunicazione del corpo umano che garantisce la comunicazione cellulare. Tale sistema è formato da endocannabinoidi, recettori, proteine ed enzimi e ha l’importante funzione di mantenere inalterato l’equilibrio corporeo generale.

Sono diversi i metodi di assunzione ma il più famoso è certamente l’uso dell’olio cbd sotto forma di gocce. L’olio di canapa (cbd oil) può essere assunto anche sotto forma di spray o capsule. Esistono anche caramelle gommose che contengono olio cbd, e possono essere assunte con una certa praticità. Se si decide assumere olio di cannabis, importante è considerare il metodo migliore per la tipologia di problematica che si vuole affrontare, in modo che il principio attivo arrivi direttamente e nel più breve tempo possibile alla fonte del disturbo. Nelle patologie autoimmuni come la colite ulcerosa o il Morbo di Crohn, ad esempio, si suggerisce di assumere l’olio di cdb tramite supposte rettali.

Quattro informazioni utili sul CBD

Vediamo ora alcune informazioni sul CBD e sul suo utilizzo.

cbd

1. Quali sono i benefici del CBD e per quali patologie è consigliato

Il CBD ha effetti analgesici e miorilassanti. Anche l’effetto sedativo sembra assumere grande importanza nei preparati a base di CBD. Per riassumere, possiamo dire che questa componente della canapa si dimostra particolarmente efficace per:

  • problematiche e disturbi del sonno;
  • malattie neurodegenerative;
  • disturbi depressivi;
  • disturbi psicotici;
  • combattere i problemi derivanti dalla chemioterapia;
  • diminuzione di vomito e nausea;
  • controllo delle malattie autoimmuni con componente infiammatoria
  • utile nelle crisi convulsive.

2. Il CBD non risulta essere una sostanza psicoattiva

Numerosi studi hanno evidenziato come il CDB a differenza del THC non presenti effetti psicoattivi. Ciò significa che non altera lo stato mentale della persona che ne fa uso. Questo accade perché il THC raggiunge alcuni recettori specifici del nostro sistema endocannabinoide, i recettori CB1, che si trovano in alte concentrazione soprattutto nel cervello. Inoltre, il CBD non è dannoso neppure se assunto in dosi elevate. Nonostante entrambe queste componenti della cannabis agiscano sul corpo in maniera differente, hanno i medesimi effetti terapeutici ma, nel caso del CBD, non si registrano effetti collaterali degni di particolare nota. Qualora vengano registrati effetti avversi si è visto come essi siano in realtà di lieve entità.

3. Il CBD riduce gli effetti collaterali del THC

Il CBD riesce a fornire un valido sistema di protezione contro gli effetti collaterali derivanti dall’assunzione di THC. Tra gli effetti collaterali maggiormente osservati troviamo disturbi del sonno, paranoia, irritabilità, disturbi e calo della memoria e dell’attenzione.

4. Cbd oil e la produzione della canapa biologica

La canapa è una pianta che riesce ad assorbire grandi quantità di metalli pesanti dal terreno. Nonostante questo dato, va detto che la produzione biologica della canapa non influisce in alcun modo sulla presenza di metalli pesanti che possiamo ritrovare nei prodotti a base di cannabis. Questo avviene perché la canapa è una pianta estremamente resistente, che riesce a crescere anche in condizioni sfavorevoli rendendo, di fatto, l’utilizzo dei pesticidi praticamente inutile. Per essere sicuri circa il contenuto di metalli pesanti, che possiamo poi ritrovare dell’olio di canapa o olio di cbd, è possibile chiedere al produttore le analisi del terreno e della pianta.