CBD e THC Differenze

CBD e THC Differenze

Ampie possibilità di utilizzi della canapa

La canapa – nota anche con il nome di Cannabis – è una pianta appartenente alla famiglia delle Cannabaceae principalmente nota per le sue proprietà psicoattive.

In realtà diversi possono essere gli usi possibili della canapa: nel tessile per la produzione di corde e tessuti resistenti, nel campo edile per la sua capacità di essere refrattaria all’acqua e non assorbire muffe, per arrivare all’uso nella pittura e nell’arte poiché non assorbe la luce e non viene attaccata dai parassiti riuscendo così a conservare per molto tempo la tela e i colori riportati su di essa. Noto, ad esempio, l’autoritratto di Leonardo Da Vinci su tela di canapa oppure la base di canapa utilizzata da Michelangelo per disegnare il Giudizio universale nella Cappella Sistina. Ulteriore proprietà quella di assorbire metalli pesanti e diossine dai terreni rendendola così un rimedio naturale per terreni inquinati.

Entriamo più nel dettaglio

Oltre agli usi di carattere generale, è utile sapere che la canapa contiene diverse decine di sostanze diverse dette cannabinoidi di cui due in particolare sono ben note e studiate. Conosciute con le sigle CBD e THC, rispettivamente cannabidiolo e tetraidrocannabinolo.

Da un punto di vista chimico sia il cannabidiolo che il tetraidrocannabinolo hanno la medesima formula chimica C21-H30-O2, ciò che le differenzia è la struttura molecolare che rende il tetraidrocannabinolo psicoattivo e il cannabidiolo non psicoattivo, laddove il CBD tende a contrastare l’effetto psicoattivo del THC come riportato nella pubblicazione Does Cannabidiol Protect Against Adverse Psychological Effects of THC?.

Una differenza non da poco se si pensa che il contenuto in termini percentuali di due composti così simili segna il confine tra legalità e illegalità per i tipici prodotti a base di canapa come bibite, gomme da masticare, integratori a capsule, creme cosmetiche e olii.

Infatti per la Legge Italiana è possibile commercializzare e acquistare prodotti con elevati valori di CBD (e.g. 20-30%) poiché essa è considerata una sostanza rilassante e non una droga. Diverso è il discorso per il THC poiché considerato una droga. In virtù di una recente sentenza della Corte di Cassazione il THC non è da considerarsi uno stupefacente se la sua concentrazione rimane al più allo 0,5%. La legge allora prevede un limite in contenuto di THC pari allo 0,2% e, in virtù della suddetta sentenza, conseguenze penali solo per concentrazioni superiori allo 0,6%.

Usi del CBD e THC

Due i ricettori del Sistema Endocannabinoide nell’organismo umano: CB1 e CB2, il primo distribuito quasi esclusivamente nel cervello mentre il secondo localizzato principalmente – ma non esclusivamente – nel sistema immunitario.

È proprio una siffatta localizzazione dei recettori che induce azioni diverse: psicoattiva per il THC che si lega con il recettore CB1 con tutti gli effetti collaterali che ne conseguono come ansie, paranoie e disturbi mentali che possono diventare permanenti. Per tale motivo il THC in percentuali importanti, tipicamente comprese tra il 7% e il 20%, lo si può trovare solo in alcune specialità farmaceutiche prescrivibili da medico specialista come farmaco antidolorifico e antispastico come nella specialità Sativex. In Italia una siffatta concentrazione di THC è assolutamente vietata e l’unico ente autorizzato alla coltivazione e produzione è l’Istituto Farmaceutico Militare.

Negli anni diverse sono state le ricerche che hanno però dimostrato alcuni benefici del THC in percentuali al di sopra di quella ammessa dalla legge Italiana ma ben al di sotto di quella ad uso farmaceutico. Ad esempio è il caso dell’asma così come potrebbe ritornare utile in casi di anoressia e, per quanto possa sembrare paradossale, sono state dimostrate azioni antiossidanti e neuroprotettive. Come avviene per qualsiasi sostanza, è sempre e solo la posologia a fare la differenza e a segnare la linea di confine tra ciò che potrebbe essere di aiuto e ciò che potrebbe indurre problemi.

Formulazione in olio.

CBD vs THC

Si riportano alcune caratteristiche del CBD su paragrafo a parte poiché la sua assunzione è meglio nota come olio di CBD. Prima di tutto occorre precisare che olio CBD e olio di canapa non sono sinonimi; entrambi si ottengono dalla canapa ma mentre l’olio di CBD è ottenuto dai fiori, l’olio di canapa viene ottenuta dalla spremitura dei semi e non contiene alcun cannabinoide!

Nuovi studi dimostrano le sempre più crescenti opportunità terapeutiche del CBD non solo per epilessia ed obesità ma anche per casi di diabete mellito con una riduzione sensibile dell’insulina a digiuno e nuovi e futuri studi potrebbero portare ad ulteriori aperture.

Ad esempio per quanto detto in precedenza essendo il CBD una sostanza rilassante può essere proficuamente utilizzato a più ampio spettro per disordini neurovegetativi, viste le sue proprietà antinfiammatorie, anticonvulsive, antiossidanti e antiemetiche può trovare applicazioni in trattamenti nei processi neuroinfiammatori, antiepilettici, contro la nausea e il vomito così come in casi di ansia e schizofrenia.

Olio di CBD, con concentrazione variabile dal 2,5% al 20% di CBD poiché, lo si ricorda nuovamente, non è una sostanza psicotropa, viene regolarmente venduto in flaconcini comprensivi di contagocce da assumersi tipicamente (ma non esclusivamente) in gocce sublinguali.